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Gaeta se situe en Italie continentale, entre Rome et Naples (environ 160 km au sud de Rome et 90 km au nord de Naples).

Le port de Gaeta est un point de départ exceptionnel vers le paradis de l’archipel des Pontines, avec ses îles principales de Ponza, Ventotene et Palmarola. Faciles à atteindre sont aussi les îles d’Ischia, Procida et Capri, ainsi que les côtes de Sorrento et d’Amalfi. Bref, depuis Gaeta vous vous retrouverez au milieu d’une région de navigation fantastique.

Recettes.

  Faite une simple pâte à pizza avec la farine de l'eau, 3 cuil. à soupe d’huile vierge extra et 20 gr. de levure..
Pour la farce : cuire les poulpes dans l'eau pendant 45 m.
Faire dorer l' oignon coupé en lamelles dans une poêle, ajouter l' ail , le persil et le concentré de tomates . Faire revenir un peu, puis mouiller avec le vin blanc et un peu d'eau, saler, poivrer et laisser cuire 5 minutes. Lorsque les poulpes sont cuits, les nettoyer sous l'eau et les tailler assez gros.
Lorsque la sauce a réduit un peu, ajouter les poulpes, la feuille de laurier , un peu de piment et laisser cuire environ un 1/4 h, pour arriver à une consistance assez épaisse pour garnir la tielle.
Étaler la pâte en un grand rectangle et découper deux ronds de 30 cm de diamètre environ. Poser le premier morceau sur un moule de 28cm. Le garnir avec la farce et poser le second comme couvercle, en veillant à bien souder les bords avec un peu d'eau. Badigeonner le dessus avec un peu d'huile et enfourner pour environ 20 minutes, à thermostat 7. Sortir la tielle lorsqu'elle a pris une belle couleur jaune.

 

Tiella di cipolle e Marzolino (formaggio fresco di capra o pecora):

- 500 gr di farina
- 750 gr di cipolle
- 4 caciottelle
- 50 gr di prezzemolo, burro, olio, pepe, parmigiano grattugiato

Preparare le cipolle nello stesso modo della scarola. Quando esse sono bene asciutte, unirle al formaggio ( tenute in precedenza per dodici ore in acqua fresca per perdere il sale contenuto) assieme agli altri ingredienti sopra detti.

Tiella di polpi:

- 500 gr di farina
- 1 Kg di polpi bolliti e tagliuzzati
- 50 gr di capperi
- 100gr di olive di Gaeta snocciolate

Condire il tutto con abbondante olio, prezzemolo, peperoncino forte e qualche filetto di pomodoro.

Tiella di sarde o alici:

500 gr di farina
- 500 gr di sarde o acciughe fresche
- 3 pomodori pelati
- 2 spicchi d'aglio
- 5 cucchiai di olio di oliva
- prezzemolo, peperoncino, sale

Pulire bene le sarde, spinare e togliere la testa, aprire i due filetti e asportare la lisca centrale e la coda, dopo di che porle a scolare e poi ad asciugare entro un panno pulito.
Versare ora in un piatto olio di oliva, aglio, pomodori pelati ben scolati, sale e un pizzico di peperoncino tritato. Mescolare bene il tutto con un mestolone di legno e aggiungere le sarde. Rimestare con delicatezza per non rovinare il pesce e disporre infine questi sulla sfoglia di fondo già nella teglia. Aggiungere il condimento rimasto nel piatto e coprire il tutto con la seconda sfoglia.

Tiella di scarola:

- 500 gr di farina
- 500 gr di scarola
- 100 gr di olive nere snocciolate
- 50 gr di capperi
- olio, prezzemolo, sale, peperoncino forte

Tagliuzzare finemente la scarola, cospargerla di sale e metterla a cuocere per 15minuti. Schiacciare la verdura così preparata ben bene con le mani per eliminare tutta l'acqua che contiene e condirla con olio, peperoncino forte, prezzemolo, olive, capperi, con l'aggiunta, per chi lo gradisce, 150 gr di baccalà diliscato e tagliato a pezzi grossolani.

 

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Questa secolare tradizione nacque la tiella che permetteva a contadini e pescatori di avere un pasto completo che si conservasse anche per alcuni giorni.
Si narra che Ferdinando IV di Borbone ne fosse un grande estimatore, anzi secondo alcuni ne fu proprio l'inventore. Sembra, infatti, che il sovrano nei suoi soggiorni a Gaeta preferisse confondersi con gli abitanti del borgo marinaro e contadino posto fuori le mura e fu in questi luoghi che stupito dall' abilità con la quale le massaie preparavano la pizza elaborò il doppio strato di pasta con il ripieno di pesce o verdura, la tiella appunto, da lui considerata “primo, secondo e terzo”. Ed anche l'aristocrazia cominciò ad apprezzarla, in particolare quella con i calamaretti, pregiatissima; mentre sarde, alici, scarola e baccalà erano le più diffuse tra il popolo del borgo contadino e marinaro che ancora oggi ne custodisce il segreto. In seguito alla caduta del regno Borbonico nel 1860 divenne pasto principale per tutti gli emigranti che lasciavano Gaeta fino agli anni '50 alla ricerca di un lavoro. Anche se il consumo della tiella subì un ridimensionamento durante i periodi del boom economico, anche perché ricordava miseria ed arretratezza, negli ultimi anni è ritornata prepotentemente alla ribalta per la sua innegabile bontà ed anche per il recupero storico-culturale messo in atto dall'associazione Gaetavola.
La “Tiella”, una pizza rustica a due sfoglie di farina sovrapposte e chiuse per compressione che avvolgono il sapore intenso dei frutti di mare, e quello pungente delle famose olive nere.
La cucina tradizionale prevede che venga cotta in forno, dentro speciali teglie circolari.
Il ripieno può essere di natura varia ed eterogenea: polpi, sarde, scarola e baccalà, cipolla, tradizionale è anche la tiella con le zucchine, tagliate a rondelle e spadellate con cipolla abbondante. una volta fredde, si aggiungono un paio di uova e pecorino, non troppo stagionato, a scaglie. La Tiella classica è quella di polpi.
La Tiella andrebbe proprio mangiata con le mani, tagliata a quarti: solo in questo modo è possibile saggiarne la morbidezza e compattezza, e, a gaeta si dice che la tiella è veramente buona se e solo se l'olio contenuto, quando la si mangia, scorre fino ai gomiti.
Il sapore della Tiella è talmente ricco e inconfondibile, un vero concentrato di gusto, che sazia senza appesantire e soddisfa ogni palato... anche quello di chi è “costretto” in diete ipocaloriche!
Un piatto della sana dieta mediterranea.
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