Pizza napolitaine STG
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«Une grande victoire pour l’Italie»,  s’est réjoui Luca Zaia, ministre de l’Agriculture. L’Europe a accordé hier à la pizza napolitaine le statut de «spécialité traditionnelle garantie» (STG).

Un signe d’identification ainsi qu’un logo «pizza napoletana STG, prodotta secondo la tradizione napoletana» pourront être utilisés par les fabricants qui respectent un cahier des charges strict, allant de la consistance aux matières premières de base en passant par la cuisson (au feu de bois).

Une consécration pour une spécialité qui fête ses 120 ans. Selon la tradition, c’est à la demande de la reine Marguerite de Savoie qu’un grand pizzaiolo de Naples créa, en 1899, une pizza aux couleurs de l’Italie unifiée : vert (basilic), blanc (mozzarella) et rouge (tomate). Et lui donna le nom de la reine, Margherita.

Les pays européens ont accepté mercredi d'attribuer le statut de "spécialité traditionnelle garantie" (STG) à la pizza napolitaine, contraignant les fabricants à respecter un strict cahier des charges pour se prévaloir de ce label, a annoncé la Commission européenne.

Cette décision n'interdit pas aux fabricants d'utiliser l'appellation "pizza napolitaine" pour leurs pizza, mais ils ne pourront pas se prévaloir du signe d'itentification "STG" ni du logo qui définit la véritable "pizza napoletana": une image ovale représentant l'assiette dans laquelle est présentée la pizza et une fenêtre rectangulaire rouge aux angles arrondis portant l'inscription en italien "pizza napoletana STG, prodotta secondo la tradizione napoletana".

Des contrôles sont prévus pour vérifier le respect du mode de fabrication de cette spécialité.

Le cahier des charges décrit le produit, sa consistance, sa couleur, les matières premières de base, les caractéristiques de la farine, la préparation de la pâte, son levage, son fromage, sa garniture et son mode d'assaisonnement, son mode de cuisson, l'obligation de la cuire dans un feu à bois et sa consommation qui doit être immédiate, dès qu'elle sort du four.

Pas question donc de "pizza napoletana" congelée.

A Rome, le ministre italien de l'Agriculture Luca Zaia, s'est réjoui de la décision de l'UE, la qualifiant de "grande victoire pour l'Italie".

"L'Europe a couronné le travail et la ténacité des producteurs napolitains" pour ce produit qui "depuis trop longtemps fait l'objet d'imitations qui n'ont rien à voir avec la véritable et unique pizza napolitaine", a-t-il commenté dans un communiqué.

La pizza napolitaine se caractérise par un bord surélevé de couleur dorée typique des produits cuits au four, par la consistance molle, élastique et facilement pliable de sa pâte, et par sa saveur particulière due au goût acide de la tomate et aux arômes de l'origan, de l'ail ou du basilic et de la mozzarella.

Elle est née entre 1715 et 1725.

A la fin du XIXe siècle fut inventée la pizza Margherita, dont Naples a fêté cette année les 120 ans. Selon la tradition, la reine Marguerite de Savoie avait demandé en 1889 au plus fameux pizzaiolo de Naples d'assouvir la faim du peuple. Pour l'occasion, le cuisinier créa une pizza aux couleurs de l'Italie unifiée: vert (basilic), blanc (mozzarella) et rouge (tomate) et lui donna le nom de la reine.

L'Italie compte pas moins de 25.000 pizzerias employant 150.000 personnes, pour un chiffre d'affaires annuel de 5,3 milliards d'euros.

 

DISCIPLINARE PER LA DEFINIZIONE DI STANDARDS INTERNAZIONALI PER L'OTTENIMENTO DEL MARCHIO

" PIZZA NAPOLETANA STG "

 

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Proposta di riconoscimento della specialita' tradizionale garantita «pizza Napoletana»

GU n. 120 del 24-5-2004

Il Ministero delle politiche agricole e forestali, ricevuta l'istanza intesa a ottenere la registrazione dell'attestazione di specificita' del prodotto «pizza Napoletana» presentata ai sensi del comma 1, art. 13 del regolamento (CEE) n. 2082/92, dall'Associazione Verace pizza Napoletana e dall'Associazione pizzaioli Napoletani entrambe con sede in Napoli, al fine di valorizzare la specificità di tale prodotto alimentare, che si distingue nettamente da altri

prodotti simili per le sue caratteristiche peculiari e di tutelare il consumatore, verificato che l'istanza di produzione e' stata richiesta nella sola lingua italiana in quanto trattasi di prodotto ottenuto «secondo la tradizione italiana», ritiene opportuno procedere alla pubblicazione del testo del disciplinare di produzione di seguito riportato.

Le eventuali osservazioni, relative alla presente proposta, adeguatamente motivate, dovranno essere presentate dai soggetti interessati, nel rispetto della disciplina fissata dal decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 «Disciplina dell'imposta di bollo» e successive modifiche, al Ministero delle politiche agricole e forestali - Dipartimento della qualità dei prodotti agroalimentari e dei servizi - Direzione generale per la

qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore - Divisione QTC III - via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di opportuna valutazione, da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali, prima della trasmissione della suddetta proposta alla Commissione europea.

Art. 1. Nome del prodotto

L'attestazione di specificità «pizza Napoletana STG », secondo la

tradizione italiana e con la dicitura esclusivamente in lingua

italiana, e' riservata al prodotto da forno proveniente da aziende

dedicate alla produzione, definite pizzerie, e destinato al

consumatore finale, con le caratteristiche individuate nel presente

disciplinare.

La «pizza Napoletana» e' una preparazione alimentare costituita

da un supporto di pasta lievitata, condita e cotta in forno a legna.

Il prodotto si caratterizza per l'impiego di materie prime

selezionate direttamente dal produttore e per le tecniche di

lavorazione.

Nella designazione «pizza Napoletana» rientrano a seconda delle

differenti farciture le seguenti denominazioni: «pizza Napoletana

Marinara», «pizza Napoletana Margherita Extra» e «pizza Napoletana

Margherita».

Art. 2. Ingredienti

Le materie prime di base caratterizzanti la «pizza Napoletana»

sono farina di grano tenero tipo «00» con l'eventuale aggiunta di

farina tipo «0», lievito di birra, acqua naturale potabile, pomodori

pelati e/o pomodorini freschi, sale marino o sale da cucina, olio

d'oliva extravergine.

Agli ingredienti base devono essere aggiunti, per la «pizza

Napoletana Marinara», l'aglio e l'origano; per la «pizza Napoletana

Margherita Extra», mozzarella di bufala campana DOP, basilico fresco

e pomodoro fresco; per la «pizza Napoletana Margherita», la

mozzarella STG o fior di latte Appennino meridionale e basilico

fresco.

Art. 3. Metodo specifico di produzione e di lavorazione

La preparazione della «pizza Napoletana» comprende esclusivamente

le seguenti fasi da realizzarsi con le materie prime elencate

nell'art. 2 in ciclo continuo nello stesso esercizio.

1) Preparazione dell'impasto:

si mescolano farina, acqua, sale e lievito. Si versa un litro

di acqua nell'impastatrice, si scioglie una quantita' di sale marino

compresa tra i 50 e i 55 g, si aggiunge il 10% della farina rispetto

alla quantita' complessiva prevista, successivamente si stemperano

3 g di lievito di birra, si avvia l'impastatrice e si aggiungono

gradualmente 1800 g di farina W 220-380 fino al raggiungimento della

consistenza desiderata, definita punto di pasta. Tale operazione deve

durare 10 minuti.

L'impasto deve essere lavorato nell'impastatrice preferibilmente

a forcella per 20 minuti a bassa velocita' fino a che non si ottiene

un'unica massa compatta. Per ottenere un'ottimale consistenza

dell'impasto, e' molto importante la quantita' d'acqua che una farina

e' in grado di assorbire. L'impasto deve presentarsi al tatto non

appiccicoso, morbido ed elastico.

Le caratteristiche merceologiche della farina utilizzata per la

«pizza Napoletana» permettono alla stessa di assorbire dal 50 al 55%

del suo peso in acqua e di raggiungere un ottimo «punto di pasta»,

che viene individuato grazie all'abilita' del pizzaiolo. Nella vasca

dell'impastatrice l'operazione di lavorazione degli ingredienti deve

avvenire senza surriscaldamento.

 

2) Lievitazione:

prima fase: l'impasto, una volta estratto dall'impastatrice,

viene posto su un tavolo da lavoro della pizzeria dove si lascia

riposare per 2 ore, coperto da un panno umido, in modo che la

superficie non possa indurirsi, formando una sorta di crosta causata

dall'evaporazione dell'umidita' rilasciata dall'impasto stesso.

Trascorse le 2 ore di lievitazione si passa alla formatura del

panetto, che deve essere eseguita dal pizzaiolo esclusivamente a

mano. Con l'ausilio di una spatola si taglia dall'impasto deposto sul

bancone una porzione di pasta lievitata e successivamente le si da'

una forma di panetto. Per la «pizza Napoletana», i panetti devono

avere un peso compreso tra i 180 ed i 250 g;

seconda fase della lievitazione: una volta formati i panetti

(staglio), avviene una seconda lievitazione in cassette per alimenti,

della durata da 4 a 6 ore. Tale impasto, conservato a temperatura

ambiente, e' pronto per essere utilizzato entro le 6 ore successive.

 

3) Formatura della pizza:

passate le ore di lievitazione il panetto viene estratto con

l'aiuto di una spatola dalla cassetta e posto sul bancone della

pizzeria su un leggero strato di farina per evitare che la pagnotta

aderisca al banco di lavoro. Con un movimento dal centro verso

l'esterno e con la pressione delle dita di entrambe le mani sul

panetto, che viene rivoltato varie volte, il pizzaiolo forma un disco

di pasta in modo che al centro lo spessore sia non superiore a 0,3 cm

e al bordo non superi 1-2 cm, formando cosi' il «cornicione».

Per la preparazione della «pizza Napoletana STG» non sono

consentiti altri tipi di lavorazione, in particolar modo l'utilizzo

di matterello e/o di macchina a disco tipo pressa meccanica.

 

Caratteristiche della farina:

 

=====================================================================

W.... | 220 - 380

=====================================================================

P/L.... | 0,50 - 0,70

G.... | 22

Assorbimento.... | 55 - 62

Stabilita'.... | 4 - 12

Caduta E10.... | max 60

Falling number.... | 300 - 400

Glutine secco.... | 9,5 - 11 g%

Proteine.... | 11 - 12,5 g%

 

Caratteristiche dell'impasto:

 

=====================================================================

Temperatura di fermentazione.... | 25 °C

=====================================================================

pH finale.... | 5,87

Acidita' totale titolabile.... | 0,14

Densita'.... | 0,79 g/cc (+34%)

 

4) Farcitura:

la farcitura differisce a seconda del tipo di pizza.

 

a) pizza napoletana marinara:

con un cucchiaio si depongono al centro del disco di pasta g 80

di pomodori pelati frantumati;

con movimento a spirale il pomodoro viene sparso su tutta la

superficie centrale;

con un movimento a spirale si aggiunge del sale sulla

superficie del pomodoro;

allo stesso modo si sparge un pizzico di origano;

si taglia uno spicchio di aglio; precedentemente privato della

pellicola esterna, a fettine e lo si depone sul pomodoro;

con una oliera a becco e con movimento spirale si distribuisce

sulla superficie, partendo dal centro, 4-5 grammi di olio extra

vergine di oliva.

b) pizza napoletana Margherita extra:

con un cucchiaio si depongono al centro del disco di pasta g da

60 a 80 di pomodori pelati frantumati e/o pomodorini freschi

tagliati;

con un movimento a spirale il pomodoro viene sparso su tutta la

superficie centrale;

con un movimento a spirale si aggiunge del sale sulla

superficie del pomodoro;

80-100 g di mozzarella di bufala campana DOP tagliata a

listelli vengono appoggiati sulla superficie del pomodoro;

si depongono sulla pizza alcune foglie di basilico fresco;

con una oliera a becco e con un movimento spirale si

distribuisce sulla superficie, partendo dal centro, 4-5 grammi di

olio extra vergine di oliva.

pizza napoletana Margherita:

con un cucchiaio si depongono al centro del disco di pasta g da

60 a 80 di pomodori pelati frantumati;

con un movimento a spirale il pomodoro viene sparso su tutta la

superficie centrale;

con un movimento a spirale si aggiunge del sale sulla

superficie del pomodoro;

80-100 g di mozzarella STG o fior di latte Appennino

meridionale tagliata a listelli vengono appoggiati sulla superficie

del pomodoro;

si depongono sulla pizza alcune foglie di basilico fresco;

con un'oliera a becco e con movimento spirale si distribuisce

sulla superficie, partendo dal centro, 4-5 grammi di olio extra

vergine d'oliva.

 

5) Cottura:

il pizzaiolo trasferisce su una pala di legno (o di alluminio),

aiutandosi con un poco di farina e con movimento rotatorio, la pizza

farcita, che viene fatta scivolare sulla platea del forno con un

movimento rapido del polso tale da impedire la fuoriuscita della

farcitura. La cottura della «pizza Napoletana STG» avviene

esclusivamente in forni a legno, dove si raggiunge una temperatura di

cottura di 485 °C, essenziale per ottenere la pizza napoletana.

Il pizzaiolo deve controllare la cottura della pizza sollevandone

un lembo, con l'aiuto di una pala metallica, e ruotando la pizza

verso il fuoco, utilizzando sempre la stessa zona di platea iniziale

per evitare che la pizza possa bruciarsi a causa di due differenti

temperature.

E' importante che la pizza venga cotta in maniera uniforme su

tutta la sua circonferenza.

Sempre con la pala metallica, al termine della cottura, il

pizzaiolo preleverà la pizza dal forno e la deporrà sul piatto da

portata. I tempi di cottura non devono superare i 60-90 secondi.

Dopo la cottura la pizza si presenterà con le seguenti

caratteristiche: il pomodoro, persa la sola acqua in eccesso,

resterà denso e consistente; la mozzarella di bufala campana DOP o

la mozzarella STG si presenterà fusa sulla superficie della pizza;

il basilico così come l'aglio e l'origano svilupperanno un intenso

aroma, apparendo alla vista non bruciati.

Temperatura di cottura platea: 485 °C circa.

Temperatura della volta: 430 °C circa.

Tempo di cottura: 60-90 secondi.

Temperatura raggiunta dalla pasta: 60-65 °C.

Temperatura raggiunta dal pomodoro: 75-80 °C.

Temperatura raggiunta dall'olio: 75-85 °C.

Temperatura raggiunta dalla mozzarella: 65-70 °C.

 

Art. 4. Carattere tradizionale

 

La pizza, rappresentata dal disco di pasta sul quale può essere

messo qualsiasi prodotto alimentare, per il quale svolgerà funzione

di piatto, e' probabilmente presente negli scavi di quasi tutte le

più antiche civiltà conosciute, sotto le forme piu' varie. Il

termine «pizza» comincia a circolare in Italia, per la prima volta

nel 997 nel Codex cajetanus di Gaeta.

La vera «pizza napoletana», così come viene intesa a Napoli, e'

un disco di pasta su cui viene sparso il pomodoro e nasce dopo un

determinato momento storico: la scoperta, nel 1492 dell'America da

parte di Cristoforo Colombo. E fu proprio il navigatore genovese a

portare in Europa la pianta del pomodoro, che solo nel 1596 verrà

esportata a Napoli dalla Spagna, dove era utilizzata come pianta

ornamentale La prima notizia storica e' storicamente dimostrabile

dall'uso in cucina del pomodoro e si ritrova nel «Cuoco galante»

(Napoli - Ed. Raimondiane 1733) dell'Oritano Vincenzo Corrado, Cuoco

generale del Principe Emanuele di Francavilla. E lo stesso Corrado,

in un successivo trattato sui cibi piu' comunemente utilizzati a

Napoli, dichiara che il pomodoro viene impiegato per condire la pizza

e i maccheroni, accomunando due prodotti che hanno fatto nel tempo la

fortuna di Napoli e la sua collocazione nella storia della cucina. Da

ciò si riconduce la comparsa ufficiale della «pizza napoletana», un

disco di pasta condito con il pomodoro.

Le prime pizzerie, senza dubbio, sono nate a Napoli e fino a

meta' del '900 il prodotto era un'esclusiva di Napoli e delle

pizzerie. Fin dal 1700 erano attive nella città diverse botteghe,

denominate «pizzerie», la cui fama era arrivata sino al re di Napoli,

Ferdinando di Borbone, che per provare questo piatto tipico della

tradizione napoletana, violò l'etichetta di corte entrando in una

tra le più rinomate pizzerie. Da quel momento la «pizzeria» si

trasformò in un locale alla moda, luogo deputato alla esclusiva

preparazione della «pizza». Le pizze più popolari e famose a Napoli

erano la «marinara» nata nel 1734 e la «margherita» del 1796-1810,

che venne offerta alla Regina d'Italia in visita a Napoli nel 1889

proprio per il colore dei suoi condimenti (pomodoro, mozzarella e

basilico) che ricordano la bandiera dell'Italia.

Nel tempo le pizzerie sono nate in tutte le città d'Italia e

anche all'estero, ma ognuna di queste, se sorta in una città diversa

da Napoli, ha sempre legato la sua stessa esistenza alla dizione

«pizzeria Napoletana» o, in alternativa, utilizzando un termine che

potesse rievocare in qualche modo il suo legame con Napoli, dove da

quasi 300 anni questo prodotto e' rimasto pressoché inalterato.

Nel 1984 nel mese di maggio, quasi tutti i vecchi pizzaioli

napoletani procedettero alla stesura di un breve disciplinare firmato

da tutti e registrato con atto ufficiale per notar Antonio Carannante

di Napoli.

 

Art. 5. Caratteristiche del prodotto finale

 

a. Descrizione del prodotto:

La «pizza Napoletana» STG si presenta come un prodotto da forno

tondeggiante, con diametro variabile che non deve superare 35 cm, con

il bordo rialzato (cornicione) e con la parte centrale coperta dalla

farcitura. La parte centrale sara' spessa 0,3 cm, il cornicione

1-2 cm. La pizza nel suo insieme sara' morbida, elastica, facilmente

piegabile a «libretto».

 

b. Aspetto:

La «pizza Napoletana» STG e' caratterizzata da un cornicione

rialzato, di colore dorato, proprio dei prodotti da forno, morbida al

tatto e alla degustazione, da un centro con la farcitura, dove spicca

il rosso del pomodoro, cui si e' perfettamente amalgamato l'olio e

per la:

pizza marinara, il verde dell'origano e il bianco dell'aglio;

pizza Margherita, il bianco della mozzarella a chiazze piu' o

meno ravvicinate, il verde del basilico in foglie, piu' o meno scuro

per la cottura.

La consistenza deve essere morbida, elastica, facilmente

piegabile, il prodotto si presenta morbido al taglio, dal sapore

caratteristico, sapido, derivante dal cornicione, che presenta il

tipico gusto del pane ben cresciuto e ben cotto, mescolato al sapore

acidulo del pomodoro, all'aroma, rispettivamente, dell'origano,

dell'aglio o del basilico, e al sapore della mozzarella cotta.

La pizza, alla fine del processo di cottura, emanerà un odore

caratteristico, profumato, fragrante.

 

c. Caratteristiche chimiche

 

pizza napoletana STG tipo Marinara

ANALISI DI PRODOTTO CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI

 

=====================================================================

| g/100 g | Kcal/100 g | Kjoule/100 g

=====================================================================

Carboidrati.... | 25,48 | 102 | 432,4

Proteine.... | 4,04 | 16,16 | 68,5

Lipidi.... | 3,48 | 31,31 | 132,8

Valore energetico/100 g.... | | 149,47 | 633,79

 

pizza napoletana STG tipo Margherita

ANALISI DI PRODOTTO CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI

 

=====================================================================

| g/100 g | Kcal/100 g | Kjoule/100 g

=====================================================================

Carboidrati.... | 19,31 | 77,26 | 327,58

Proteine.... | 8,05 | 32,21 | 136,6

Lipidi.... | 7,39 | 66,56 | 282,21

Valore energetico/100 g.... | | 176,03 | 746,39

 

pizza napoletana STG tipo Margherita extra

ANALISI DI PRODOTTO CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI

 

=====================================================================

| g/100 g | Kcal/100 g | Kjoule/100 g

=====================================================================

Carboidrati.... | 19,31 | 77,24 | 327,5

Proteine.... | 8,82 | 35,28 | 149,58

Lipidi.... | 8,39 | 75,52 | 320,20

Valore energetico/100 g.... | | 188,04 | 797,28

 

Art. 6. Conservazione

 

La pizza napoletana va consumata immediatamente, appena sfornata,

negli stessi locali di produzione.

L'eventuale asporto del prodotto verso abitazioni o locali

differenti dalla pizzeria determina la perdita del marchio.

 

Art. 7. Marchio

 

I locali nei quali viene prodotta la «pizza Napoletana» STG

appongono il marchio di seguito descritto.

Il profilo del golfo di Napoli con il Vesuvio di colore rosso,

infine la pizza composta dagli ingredienti. Il tutto e' racchiuso in

una circonferenza di colore verde.

Sotto il disegno, sopra descritto, compare la scritta pizza (di

colore verde) Napoletana (di colore rosso) e nella seconda stanghetta

della lettera N, compare l'acronimo STG (colore bianco).

 

Art. 8. Controlli

 

I controlli previsti per la STG «pizza Napoletana» riguarderanno

i seguenti aspetti:

presso le aziende, nella fase d'impasto, lievitazione e

preparazione, seguendo il corretto svolgimento e la corretta

successione delle fasi descritte; controllando attentamente i punti

critici dell'azienda (HACCP); verificando la corrispondenza delle

materie prime a quelle previste nel disciplinare di attuazione;

verificando la perfetta conservazione e immagazzinamento delle

materie prime da utilizzare (HACCP);

controlli eseguibili da strutture di controllo ai sensi

dell'art. 14 del regolamento (CEE) n. 2082/92.

 

 

 

 

 

 

 

 

Italien-Pasta.com

Recettes savoureuses en images par Adriano Grego

 

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