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Cuisine Sicilienne Recettes

Recettes savoureuses en images par Adriano Grego

 

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Le figuier de Barbarie, appelé aussi figuier d’Inde, est une plante de la famille des Cactacées, originaire du Mexique, qui s’est naturalisée dans d’autres continents, notamment le pourtour méditerranéen et en Afrique du Sud. Il produit un fruit comestible appelé figue de Barbarie.

Nom scientifique : Opuntia ficus-indica (L.) Mill., famille des Cactacées, sous-famille des Opuntioideae, tribu des Opuntieae.

Noms vernaculaires : figuier de Barbarie, figuier d’Inde, nopal, oponce, raquette.

C’est une plante arborescente qui peut atteindre de 3 à 5 mètres de haut. Son organisation en cladodes, couramment appelés « raquettes », est particulière. Les cladodes sont des tiges modifiées de forme aplatie, de 30 à 40 cm de long sur 15 à 25 cm de large et de 1,5 à 3 cm d’épaisseur. Unis les uns aux autres, ils tendent à former des branches. Ceux de la base se lignifient pour former au-delà de la quatrième année de croissance un véritable tronc.

Beaucoup de variétés de figues de Barbarie sont pourvues d’aiguillons, il faudra donc manipuler les fruits et raquettes avec précaution. La chair est juteuse, acidulée, sucrée et parfumée.

Cette figue est souvent consommée nature ou arrosée d’un filet de jus de citron ou de lime. Elle aromatise divers desserts.

Les longues palettes du figuier sont comestibles; elles se mangent crues ou se cuisinent comme un légume. Au Mexique, on les met dans les salades et les omelettes.

La figue de Barbarie a une teneur très élevée en magnésium et une teneur élevée en potassium

Usages

Le fruit du figuier de Barbarie est très nutritif.
Riche en vitamine C, il contient de l’albumine, du sucre incristallisable et du mucilage (substance végétale de nature visqueuse, coagulable en gelée par l’alcool). 
Ils sont diurétiques et colorent l’urine en rouge.

Pour consommer les fruits, il est indispensable de les priver de leurs aiguillons.
Pour ce faire, on les brasse dans l’eau puis on retire l’écorce qui est parsemée de petits poils. 
Le fruit ainsi préparé a un goût agréable, il est très sain et très rafraîchissant pendant la saison estivale.

En Sicile, on vend sur les marchés, deux sortes de fruits :

- les latini ou austini qui proviennent des premières fleurs.
Ces figues hâtives sont de belle grosseur et ont bon goût

- les scuzzulati, qui sont les tardives.
Elles sont obtenus par avortement manuel des premières fleurs pour que la plante en développent de nouvelles plus tard. 
Ces fruits sont d’une belle grosseur et d’excellente qualité.

Les figues de Barbarie  sont le plus souvent pourvues d’épines qu’il faut retirer avant de les consommer. Pour ce faire, enfoncez une fourchette dans le fruit, coupez une fine tranche au sommet et à la base et incisez la peau du haut en bas, de chaque côté. Vous pourrez alors ôter la peau. Mais on trouve ces fruits de plus en plus souvent débarrassés de leurs épines. Il suffit alors de couper la figue en deux et de manger la pulpe avec une cuillère.

Il Fico d’India

Importato in Italia in tempi lontani, il fico d’India è, forse, l’unico frutto non trattato con additivi chimici. Cresce facilmente nelle zone calde ed aride ed è un ottimo frutto estivo dagli effetti depurativi e rinfrescanti.

Si notano subito attraversando la Calabria le piante dei fichi d’India, abbarbicate su alture impervie o in luoghi sassosi ed assolati sono parte integrante del paesaggio spesso arido e brullo dell’assetato Sud d’Italia. Spiccano come macchie di colore verde intenso ravvivate dal rosso, giallo ed arancio dei frutti, talmente caratteristiche da costituire un aspetto del territorio.

I fichi d’India o fichidindia (opuntia ficus indica) appartengono alla famiglia delle Cactaceae, quella, per intenderci, del cactus e sono giunti in Italia dopo un viaggio lunghissimo. Originaria del Sud dell’America, infatti, questa pianta vive rigogliosa nella Cordigliera delle Ande e nelle Serre messicane.

Sia da un punto di vista estetico che prettamente botanico, questa pianta si presenta quasi come un unicum. Le sue radici altro non sono che le pale (cladodi), ossia le foglie carnose e piene di spine, che si sovrappongono generando in tal modo un arbusto senza tronco e senza rami. I suoi fiori sono di colore giallo ed i frutti, di forma ovoidale, crescono in cima alle pale e sono coperti di spine mentre la loro polpa, assai succosa e ricca di vitamine, contiene numerosissimi semi legnosi.

La pianta cresce molto rapidamente, senza particolari cure nei territori aridi raggiungendo i 3-5 metri di altezza e non ha bisogno di acqua, ad eccezione della fase iniziale quando una pala della pianta madre viene interrata per circa due terzi per permetterne la riproduzione. Per il resto attecchisce ovunque e con grande facilità tranne che alle basse temperature.

E’ fondamentale ricordare che il fico d’India non necessita di interventi chimici per potersi sviluppare ed è, quindi, una delle rarissime varietà di frutta che non subisce manomissioni da parte dell’uomo. Si tratta, perciò, di un prodotto che andrebbe meglio diffuso e consigliato per le nostre tavole e per la dieta mediterranea, nella quale entra a pieno titolo per la sua quantità di vitamine e di acqua.

I fichi d’India hanno una funzione depurativa anche a livello epatico e sono raccomandati nei casi di calcolosi renale in quanto favoriscono la diuresi. Nelle giuste quantità hanno un effetto blandamente lassativo anche se i semi legnosi contenuti nella polpa possono provocare stitichezza.

Inoltre le pale vengono utilizzate per curare diverse patologie quali angine, tonsilliti, tossi, febbri, suppurazioni ed ascessi. Una curiosità è che anticamente esse venivano addirittura usate per levigare il legno.

Il fico d'India è il frutto di un   cactus  (Opuntia) originario del Messico, importato in Italia dagli Spagnoli nel 1500. La maggior parte della produzione Italiana è concentrata in Sicilia, dove la pianta ha trovato un habitat particolarmente favorevole.

Varietà
Le varietà di fico d'India coltivate in Italia si differenziano per il colore della buccia e della polpa:

  Gialla  (o Surfarina, o Nostrale): la più coltivata e apprezzata a livello commerciale
 la " Rossa" (o Sanguigna)  
 la " Bianca" (o Muscaredda, o Sciannarina)

Caratteristiche qualitative
I frutti migliori maturano durante l'autunno grazie a una tecnica chiamata “ scozzolatura” che consiste nell'eliminazione dei fiori prodotti in primavera. Prima di consumare il frutto bisogna   rimuovere con cura la buccia  e in maniera particolare   le minuscole spine  (spesso difficilmente visibili a occhio nudo) presenti su di essa (anche se a volte è possibile trovare in commercio frutti le cui spine sono già state rimosse).

Conservazione
Questo frutto è facilmente deperibile e   va consumato entro 1-2 giorni dall'acquisto.

Aperitivo al fico d'India


Ingredienti (per 1 persona)

vino spumante semisecco
alcuni pezzetti di fico d'India


Preparazione

Nello spumante semisecco mettere qualche pezzetto di polpa di fico d'India.

Bucce di fichi d’India fritte

(ricetta buona anche per i celiaci)

Ingredienti

8 bucce di fichi d'india
farina biaglut o schar
olio q.b. 


Preparazione

Togliere accuratamente le spine dalle bucce.
Tagliare le bucce a metà, infarinarle e friggerle in padella per 10 minuti.

 

Confettura di fichi d'India


Ingredienti

1,5 kg di fichi d'India
1 limone
500 g di zucchero semolato


Preparazione

Lasciare i fichi d'India a bagno in acqua corrente per 1 ora; scolarli e trasferirli, senza sbucciarli, in un tegame.
Coprire e cuocere, senza aggiungere acqua, per 15 minuti; poi, eliminare le bucce e passate la frutta al passaverdura.
Versare, quindi, la purea in un tegame a fondo spesso e lasciarla asciugare, su fiamma molto bassa, per una decina di minuti.
A questo punto, aggiungere lo zucchero, il succo e la scorza di limone grattugiata e fare addensare, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno.
Appena la confettura sarà densa al punto giusto, spegnere il fuoco e versarla nei barattoli sterilizzati.
Tappare e capovolgere per qualche minuto; poi, rigirare i contenitori e farli raffreddare completamente, prima di riporli in luogo buio e asciutto.

 

Crema al fico d'India


Ingredienti (4 persone)

mezzo cucchiaio di farina di semola
6 fichi d'india


Preparazione

Tagliare i fichi d'india e scavare la polpa.
Cuocere quindi la polpa in un tegame con l'aggiunta di mezzo bicchiere di acqua.
Eliminare i semi passando la polpa in un passino o un setaccio e continuare la cottura con mezzo bicchiere di latte e mezzo cucchiaio di farina di semola.

In alternativa, è possibile creare una crema pasticcera e aggiungervi la polpa di fichi d'india cotta.

Gelo di fico d’India

(dolce al cucchiaio)

In un litro di succo di fichi d’India unire a freddo 70 gr di amido.
Rimestare a fuoco lento fino a quando inizia appena la bollitura.
Versare in un piatto di servizio e decorare a piacimento.

Liquore di fico d’India


Ingredienti

500 c.c. di alcool a 95°
10 fichi d'India rossi (sbucciati)
40 gr. di zucchero
500 c.c. di acqua


Preparazione

In un vaso a chiusura ermetica porre la frutta a macerare nell'alcool e agitare di tanto in tanto.
Dopo dieci giorni, quando l'alcool ha assunto il colore intenso rosso, togliere i fichi d'India e unire lo zucchero, precedentemente sciolto in acqua calda. Mescolare bene e filtrare.
Imbottigliare e bere dopo venti giorni.

 

Mustazzola di fichi d'India


Setacciare i fichi d’India e far cuocere il succo fino a ridurlo ad 1/3 del suo volume.
Per ogni chilo di questo sciroppo aggiungere 25 gr di semola e continuare la cottura fino all'addensamento.
Unire quindi mandorle tostate spezzettate ed aromi vari (buccia di arancia, vaniglia, cannella).
Versare l'impasto su un piano di marmo ed appena è freddo tagliarlo a rombi (la tradizione vuole le misure 6x4 cm), che verranno esposti al sole per diversi giorni: appena secchi, si avvolgono in foglie di alloro e si conservano in scatole di latta.

Turbante di fragole e fichi d’India


Ingredienti (4 persone)

1 disco di pan di Spagna di 16 cm diametro
4 fichi d'India dolci e maturi
3 cestini di fragole
3 cl di liquore all'arancio
5 dl di panna fresca montata
120 gr di gelatina neutra per dolci

 
Preparazione

Foderare uno stampo di vetro a cupola con delle strisce di pan di Spagna tagliate sottili, della grandezza di un savoiardo.
Bagnare con un po’ di liquore, coprire le pareti con la panna montata e con qualche pezzetto di fico d’India e di fragoloni. Ripetere l’operazione fino al completo riempimento dello stampo.
Sformare il turbante, con una spatola ricoprire il pan di Spagna con uno strato sottile di panna montata.
Affettare le fragole e i fichi d’India rimasti e appoggiarli sullo strato di panna avendo cura di ricoprire tutta la cupola.
Gelatinare e fara riposare in frigorifero per qualche ora prima di servire.

Recettes:

Antipasto prosciutto mozzarella e fichi d’india.

Ricetta originale e gustosa, da servire come antipasto fresco e stagionale, oppure perché no da gustare come cena leggera, completa, nutriente e salutare.

La preparazione è semplice ed estremamente rapida.

Gli ingredienti:

Fichi d’India

Prosciutto

Mozzarella

Erba cipollina

Iniziamo preparando i Fichi d’India, ricordati di indossare sempre un paio di guanti di gomma, perché la loro pelle presenta dei peli pungenti e fastidiosi. Se è la prima volta che sbucci i Fichi d’India, leggi l’articolo che ho dedicato a questo frutto, lo trovi nella categoria frutta e nella categoria alimenti, dove è descritta la tecnica per sbucciarli al meglio.

Dopo aver sbucciato i Fichi d’India, li tagliamo a metà e li mettiamo nel piatto di portata.

 

Spaghetti fichi d'india

Dosi per 4:

spaghetti medi 400 g,

alici fresche 200 g,

2 fichi India,

3 spicchi d' aglio

prezzemolo tritato,

2 cucchiai di vino bianco secco,

olio extravergine di oliva

80 g, pepe bianco, sale.

 

ELIMINATE dalle alici le teste e le interiora. Diliscatele delicatamente partendo dalla coda e tagliatele a pezzetti. Fate imbiondire l’aglio tritato nell’olio d’oliva, unite le alici, bagnate con un cucchiaio di vino bianco, salate e pepate a piacere e fate cuocere qualche minuto a fiamma non troppo alta. SBUCCIATE i due fichi India (devono essere ben maturi) e passatene la polpa al passaverdure. Unitela al pesce e continuate la cottura per altri 10 minuti. Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata e scolateli al dente. Conditeli con la salsa alle alici, spolverizzate con abbondante prezzemolo tritato e servite.

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La figue de Barbarie a été introduite en Sicile à la fin du XVIIème siècle par les Espagnols, ainsi que le relate l'historien Denis Mark Smith dans son 'History of Sicily ' ' Medieval Sicily 800 ' 1713, en même temps que d'autres plantes importantes telles que la tomate du Pérou et le tabac du Mexique. La plus couramment utilisée était la figue de Barbarie provenant de l'Amérique Tropicale, une plante capable de supporter de longues périodes de sécheresse et de se propager facilement dans les fentes des rochers. C'est justement en raison de cette propriété que la figue de Barbarie a été immédiatement cultivée car on s'en servait pour briser la lave des pentes fertiles du volcan Etna et encore aujourd'hui elle caractérise le paysage du versant Nord occidental de ce massif sicilien bien connu.