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Recettes Toscanes
Recettes savoureuses en images par Adriano Grego
PREPARATION
Allumez le four, thermostat 5.
Beurrez un moule à manqué de 26 cm de diamètre. Cassez les cernaux de noix avec vos doigts.
Mettez la farine dans une terrine, ajoute-y le sel et le sucre, puis versez l'huile et environ 1.5 dl d'eau.
Etalez la pâte au fond du moule sur une épaisseur de 1 cm. Répartissez dessus noix, raisins et romarin en l'émiettant.
Glissez le moule au four et laissez cuire 1 h
Servez chaud ou tiéde.










Per prima cosa, accendi il forno a 200 gradi. Setaccia poi la farina in un recipiente abbastanza grande ed aggiungi l’acqua, gradualmente, mescolando con una forchetta per eliminare tutti i grumi che eventualmente si formano. La farina da utilizzare per il castagnaccio è quella detta “dolce”, che si trova in commercio dal mese di Novembre: più è di qualità e più è naturalmente dolce, e richiede l’aggiunta di pochissimo zucchero.
Quando la farina sarà ben amalgamata aggiungi lo zucchero, il sale e l’uvetta (precedentemente fatta rinvenire in poca acqua tiepida) una manciatina di pinoli, una di noci tritate molto grossolanamente, e due cucchiai di olio. Mescola ancora il composto per renderlo omogeneo e rovescialo in uno stampo o una teglia da forno, unti con abbondante olio d’oliva, oppure rivestiti con un foglio di carta forno. Occorre tenere presente che il castagnaccio non cresce, quindi se si preferisce un dolce più spesso e morbido la teglia deve essere più piccola. Facendo uno strato molto sottile, invece si ottiene un castagnaccio più croccante. In ogni caso, lo spessore va dal mezzo centimetro al centimetro e mezzo circa.
Decora la superficie con i rimanenti pinoli, le noci, il rosmarino ed un filo di olio; quindi inforna per circa 30 minuti (il tempo di cottura, comunque, dipende dallo spessore dello strato). In ogni caso, un castagnaccio ben cotto deve avere la superficie screpolata e asciutta.
Il castagnaccio si serve tiepido, tagliato in grossi quadrati e magari accompagnato con un cucchiaio di ricotta fresca.
La storia:
Il castagnaccio, come la maggior parte delle ricette tradizionali, nasce come pietanza per i poveri contadini, poichè la castagna era un alimento molto diffuso nelle campagne, molto nutriente e poco costosa.
Le origini di questo dolce sono dunque remote e già nel ‘500 era molto conosciuto ed apprezzato. Sembra che l’ideatore di questo buonissimo dolce sia stato il toscano Pilade da Lucca, citato nel «Commentario delle più notabili et mostruose cose d’Italia et altri luoghi», scritto da Ortensio Orlando e pubblicato a Venezia nel 1553. Fu però solo a partire dall’800 che il castagnaccio si diffuse nel resto d’Italia e fu solo in questo momento che venne arricchito con uvetta, pinoli e rosmarino.
Una curiosità:
Una leggenda voleva che le foglioline di rosmarino utilizzate per profumare il castagnaccio costituissero un potente elisir d’amore: il giovane che avesse mangiato il dolce offertogli da una ragazza, si sarebbe subito innamorato di lei e l’avrebbe chiesta in sposa.